Sessuologia

sessuologia

La sessualità è uno dei pilastri su cui poggia il benessere delle persone.

Al giorno d’oggi si parla molto di sesso ma rispetto al tempo passato si affronta l’argomento e ci si concede la libertà di parlare dei problemi che possono insorgere nella sfera sessuale.

Per disturbi sessuali si intendono tutte quelle disfunzioni che incidono sulla realizzazione di una attività sessuale normale, comportando un elevato grado di disagio personale e relazionale.

In ambito clinico eziopatogenetico, a parte le disfunzioni sessuali organiche quali anemie, obesità, diabete, malformazioni dell’apparato genitale, infiammazioni locali, malattie endocrine e le intossicazioni da alcol e droghe, tutto il resto che rientra nella sfera dei problemi sessuali è di origine psicologica.

Oggi le disfunzioni sessuali sono molto presenti nella popolazione e si assiste, rispetto al passato, ad una nuova consapevolezza che porta a rivolgersi allo psicoterapeuta per comprendere e superare queste difficoltà. La diagnosi di disfunzione sessuale viene fatta quando la condizione non è riferibile ai sopra citati fattori organici.

Il ciclo di risposta sessuale si può definire come l’insieme dei fenomeni fisici e psichici che avvengono in seguito ad uno stimolo erotico (mentale e\o sensoriale) e può essere suddiviso nelle fasi di desiderio, eccitazione e plateau, orgasmo e risoluzione. Un’anomalia riferita ad una o più fasi della risposta sessuale dà luogo al disturbo sessuale

Possiamo suddividere i disturbi sessuali in: disturbo del desiderio sessuale (maschile e femminile), disturbo da avversione sessuale, disturbi dell’eccitazione sessuale (eccitazione sessuale femminile e disfunzione erettile), disturbi dell’orgasmo e disturbi da dolore sessuale (dispareunia e Vaginismo)

Ogni disfunzione sessuale può essere classificata in primaria e secondaria (se presente dal principio dell’attività sessuale o dopo un periodo di funzionamento normale) e assoluta (estesa e generalizzata) o situazionale (limitata ad un\una partner). In questo ultimo caso la patologia sarà trattata come patologia di coppia. Possiamo inoltre individuare problemi non sessuali che possono alterare il ciclo di risposta sessuale quali gli alti livelli di ansia, la non accettazione del proprio corpo, le influenze religiose e culturali e le difficoltà comunicative.

La terapia strategica per il trattamento delle disfunzioni sessuali si basa sull’assunto di Milton Erickson che considera il cambiamento come un processo interpersonale intriso del suo significato di ristrutturazione dell’esperienza, del comportamento e degli scopi del soggetto stesso, attuabile recuperando e attivando le risorse già presenti nel paziente (Petruccelli, 2013).

Fondamentale aspetto dell’approccio strategico alle terapie sessuali è la concezione del disagio sessuale di tipo psicologico come difficoltà della coppia e non del singolo membro. Integrando le dinamiche, le aspettative e le interazioni della coppia che aumenta e peggiora il problema di natura sessuale è possibile comprendere le prescrizioni sessuali che contraddistinguono l’approccio strategico.

Per condurre il paziente ad un cambiamento si utilizzano stratagemmi comportamentali e una comunicazione persuasiva che trae fondamento anche dall’ipnosi ericksoniana. La strategia è confezionata ad hoc dopo l’analisi della domanda del paziente ed in base a come lui stesso si percepisce a livello interpersonale mentre i particolari della vita personale del paziente sono utilizzati per costruire l’intervento più adatto alla risoluzione del sintomo sessuale.

Attraverso prescrizioni specifiche (prescrizioni del comportamento, del sintomo e del paradosso) si conduce il paziente ad utilizzare le proprie risorse ed i propri strumenti in maniera diversa e costruttiva. Anche la prescrizione di puri compiti comunicativi, apparentemente lontani dal problema fisico, consentono al paziente di riscoprire quanto la sua capacità comunicativa corrisponda ad una rinnovata capacità di fare.

In sintesi, l’obiettivo specifico della psicoterapia strategica è dare fiducia, mentre l’obiettivo generale è fare in modo che l’altro si aiuti da solo.

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