Psicoterapia Strategica

L’approccio strategico vede le sue radici nel lavoro di Milton Erickson, anche se, analizzando la storia è possibile trovare contributi sul “Pensiero Strategico” nei sofisti greci, nella filosofia zen e nel libro dei 36 stratagemmi dell’antica Cina. Erickson partì dall’idea che ogni individuo fosse un “Essere Irripetibile” con proprie esperienze personali e propri modi di percepire ed elaborare la realtà che lo circonda, per cui anche le strategie di intervento dovevano essere adattate alla persona e alla sua esperienza di vita. Dopo Erickson, grazie al contributo di diversi autori, si sviluppa l’Approccio Strategico con J. Haley, P. Watzlawick, S. De Shazer, G. Bateson della Scuola di Palo Alto (“Mental Research Institute” MRI) dove per la prima volta venne formulata la Brief Therapy (terapia breve). Haley nel 1973 definì la psicoterapia strategica, un intervento terapeutico nel quale lo psicoterapeuta <<si assume la responsabilità di influenzare direttamente le persone>>.

Si disegnano così i confini di una nuova cornice teorico- metodologica in cui lo scopo è la risoluzione dei problemi e l’enfasi è posta sulla dimensione del cambiamento. Secondo questo modello il problema è costituito da un meccanismo fatto di azioni e retroazioni, innescato e mantenuto nel tempo dalle “tentate soluzioni” utilizzate dallo stesso per far fronte al disturbo e/o ai sintomi, che anziché risolvere il problema, lo alimentano. L’azione terapeutica strategica sta nei processi comunicativi, che consentono al paziente di elaborare i propri schemi rappresentazionali con i quali legge se stesso, gli altri e il mondo. Il focus della terapia diviene per tanto l’osservazione di tali schemi e di come essi rinforzano e mantengono il problema nel ciclo delle interazioni ripetute nel tempo. L’efficacia della terapia è data dall’uso di diverse strategie per interrompere le interazioni disfunzionali e sostituirle con quelle più funzionali per il paziente, ristrutturando in toto la sua esperienza soggettiva.

Una delle strategie che permette di interrompere e alterare il ciclo ripetitivo del problema è la prescrizione di comportamento. Altre strategie efficaci che trovano applicazione nella psicoterapia strategica sono l’ipnosi, il training autogeno, il training autogeno respiratorio (RAT), la comunicazione efficace e indiretta, il dialogo strategico e la programmazione neurolinguistica (PNL).

Con tutti questi strumenti lo psicoterapeuta strategico, attraverso un numero contenuto di sedute, mostra al paziente la possibilità di attuare dei cambiamenti radicali e duraturi, e di individuare le proprie risorse, lavorando nel qui ed ora, senza andare a cercare le cause del problema scavando nel passato.

In sintesi la terapia strategica rappresenta una rivoluzione nel campo della psicoterapia fornendo ai pazienti una effettiva e rapida soluzione dei problemi, dimostrando che problematiche e sofferenze complicate, persistenti e sofferte, non richiedono soluzioni di intervento ugualmente lunghe nel tempo.